di Hossein Derakhshan 

 

Una cosa da notare a proposito dei recenti arresti in Iran, inclusi quelli di Haleh Esfandiari e Hossein Mousavian, e anche a proposito della breve detenzione di Mahmoud Sariolghalam, è che tutti loro hanno stretti legami con Rafsanjani.

Nei passati cinque anni abbiamo avuto abbastanza prove che suggeriscono che Rafsanjani abbia cercato di creare una rete di iraniani ben in contatto tra loro negli Stati Uniti, con forti legami coi neoliberals americani, specialmente tra i democratici. Questa rete include politici, studiosi e uomini d’affari.

Si può speculare che ora che Khamenei sia convinto che sia un buon momento per stabilire canali diretti tra Iran e Stati Uniti, e voglia farlo attraverso il suo gruppo fidato di politici e diplomatici, diciamo quelli vicini ad Alì Larijani. Khamenei sa che Rafsanjani ha avuto a lungo estesi contatti con gli americani e dal momento che la sua fiducia per Rafsanjani è stata continuamente in declino nello scorso decennio, non lo vorrà coinvolto in questo sensibile processo.

E’ un errore dare per scontato che i recenti arresti abbiano a che fare con Ahmadinejad o coi suoi problemi con Rafsanjani, o pensare che il ministero dell’Intelligence sia completamente sotto il controllo di Ahmadinejad.

Mentre non escludo la possibilità che le accuse di spionaggio contro Mousavian abbiano un fondo di verità, penso che il vero motivo dietro la recente catena di eventi è che Khamenei vuole smantellare la rete che Rafsanjani ha creato negli Stati Uniti in occasione di questo giorno.

E ad essere onesti, personalmente credo che gli avvoltoi-uomini d’affari attorno a Rafsanjani siano abbastanza corrotti da vendere l’interesse iraniano in cambio di benefici personali.

Fonte: "Editor: Myself"