di Hossein Derakhshan
26 luglio 2007
Indovinello
Provate a indovinare chi ha pronunciato le seguenti parole. Chi potrebbe essere
stato? Per ora leggete, ve lo dirò più tardi:
L'Iran odierno è molto simile all'Unione Sovietica nei suoi ultimi giorni.
L'ideologia è alle corde, i giovani iraniani sono disincantati, il movimento
riformista ha fallito nel soddisfare le richieste popolari e praticamente ogni
anno c'è stata una qualche rivolta spontanea e si è diffuso il malcontento
popolare nelle maggiori città dell'Iran. Ma 25 anni dopo le rivolte che hanno cacciato
lo Scià e il suo regime, è ancora assente un fattore organizzativo che unisca
le diverse aspirazioni degli iraniani.
[...]
Basandomi sull'analisi della situazione iraniana, rimangono tre scenari per il
futuro dell'Iran:
1) Nel primo scenario il regime rianiano supererà la
tempesta e i cosiddetti pragmatisti o centristi tra l'elite al potere sopravviveranno.
Grazie ad un vuoto di leadership nell'opposizione, i centristi avranno tempo
per offrire una serie di concessioni strategiche. Queste concessioni potrebbero
avere due forme: con l'occidente sulla questione delle armi di distruzione di
massa e il piano di pace medio orientale, e con gli iraniani dell'area dei controlli
sociali e delle tutele [guardianship] (che potrebbe essere rimpiazzato dal
Consiglio delle Opportunità in seguito ad un'improvvista morte dell'Ayatollah
Khamenei). Con questa formula, l'Iran si integrerà nell'economia di mercato e
ci sarà di certo un cambiamento di un tipo di economia monopolistica, di stile
mafioso, rappresentata dalla nuova classe di possessori di proprietà ad una più
normalizzata stabilità di mercato e sicurezza di investimenti. La tendenza dei
leader politici pragmatisti come Rafsanjani e Mohsen Rezaii e degli
intellettuali religiosi centristi come Sadegh Ziba Kalam e Shamsolvaezin verso
le politiche centriste è, in un certo senso, un riflesso di questo cambiamento
nella classe capitalista iraniana. In questo primo scenario Rafsanjani avrà un
importante ruolo come agente di potere.
2) Nel secondo scenario a differenza del primo il regime clericale non sarà in
grado di reggere alle pressioni socio-economiche e politiche ed avrà una sola
opzione, difendersi da un "colpo di palazzo" da parte dei
conservatori e di agenti di sicurezza come Asgaroladi (capo del Gruppo della
Coalizione Islamica), Badamchian e Shariatmadari (editore in capo del giornale
Kayhan) per salvare la rivoluzione e l'islam politico. Il ruolo giocato
dall'Ayatollah Khamanei in questo scenario invece non è chiaro.
3) Nel terzo scenario il cambio di regime sarà inevitabile. In assenza di
rispetto verso le manovre tattiche del regime islamico e l'assenza di una
leadership organizzata dell'opposizione, il regime non sarà in grado di evitare
l'energia del dissenso e di rispondere alle domande della gioventù iraniana e
l'Iran si troverà di fronte ad una serie di rivolte urbane. In questo scenario
ci sono anche la chiusura delle opportunità per il regime iraniano e l'avvicinarsi
del caos politico in Iran.
Fonte: Editor: Myself
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2 agosto 2007
Jahanbegloo sostiene Rafsanjani al Wilson centre
L'altro giorno vi ho chiesto di partecipare ad un indovinello, basato su alcune
citazioni. Ora eccovi la risposta.
La persona che, durante un discorso al centro Woodrow Wilson nel 2003, ha pronunciato quelle parole è Ramin Jahanbegloo.
Jahanbegloo nel suo discorso, intitolato 'Iran: dal blocco politico alla crisi
di legittimità', ha anche detto che "oggi quello che è chiaro è che gli
sviluppi democratici in Iraq vanno meno rapidamente di quanto ci si sarebbe
aspettati, e la popolazione iraniana non spera in un futuro intervento armato
in Iran" (e, grazie al mio amico Mo, c'è da notare che Jahanbegloo ha
usato la parola 'spera', non 'teme').
Più tardi ha continuato a parlare di questi tre scenari di a) vittoria dei
centristi di Rafsanjani b) colpo di stato delle Guardie Rivoluzionarie e c)
diffuso caos nelle città, ha attivamente richiesto ai liberal statunitensi di
sostenere Rafsanjani nelle prossime elezioni, se non volevano che gli altri due
scenari diventassero reali.
Questa è un'ulteriore prova per me riguardo i legami tra i piani di cambio di
regime in senso neo-liberale e i riformisti di Rafsanjani.
Fonte: Editor: Myself